COSTUME

Punk is not dead

Search and Destroy Siamo alla fine del giro di boa. Gli anni sessanta sono passati e la rivoluzione è finita. L’ L.S.D. è diventato illegale e l’eroina infuria. Un’epoca volge al termine e lì dove prima regnavano pace e amore, si inietta forte un sentimento di rabbia e di rancore. Il mondo smette di essere bello, la città inghiotte, l’uomo diventa un’individuo che annaspa nel mare urbano. Non c’è più futuro. Che cosa è successo? Da New York a Londra il Punk come un fuoco, divampa. Dopo un primo assaggio avuto alla fine degli anni sessanta grazie a band come i The Who, i Velvet Underground e i New York…

beatles flag

La British Invasion

“I Beatles sono riusciti nella missione che fallirono i soldati inglesi durante la rivoluzione americana: riconquistare la colonia” Sono queste le parole con cui si esprime senza mezzi termini un rotocalco della televisione britannica durante gli anni sessanta, ma facciamo un passo indietro andando un attimo in  avanti. Nel 2003 Fernanda Pivano  sintetizzò la cosa in modo emblematico dicendo: “L’Italia ha avuto la lirica, da cui derivano i cantautori, i nostri amatissimi cantautori. L’America… ehhhh.  L’America ha avuto il Rock”. E’ così e mettiamoci pure l’anima in pace. Il Rock è di matrice americana e viene alla luce all’inizio degli anni cinquanta. Oltretutto, le lingue anglofone possiedono una musicalità unica che ben…

The Beatles

I Beatles

Musicisti talentuosi o band largamente sopravvalutata? Che se ne dica, la British Invasion comincia con loro Inghilterra, 1962 Beatles o Rolling Stones? La questione ha diviso per anni cultori e appassionati di tutto il pianeta e se i fans li difendono a spada tratta, molti altri invece si riferiscono ai “Fab Four” (“fab” da “fabulous”), come alla band più sopravvalutata della storia. Che se ne dica, i Beatles, spartiacque tra il vecchio e il nuovo mondo, segnano di fatto un “passaggio d’epoca”. Con loro comincia l’era delle grandi esibizioni live, dei concerti “on the roads”, delle vendite in vinile da record, del business delle case discografiche e se vogliamo, delle future…

Inherent Vice – Vizio di Forma

Era possibile che ad ogni raduno, concerto, manifestazione pacifista, love-in, be-in, freack-in, qui, sul al Nord, nella Costa Est, ovunque, delle forze oscure fossero state indaffarate a ricondurre la musica, la resistenza al potere, il desiderio sessuale, nelle mani delle antiche forze dell’avidità e della paura? “Cavolo”, pensò Doc. Non lo so. “…là, dove il fato corrotto dell’America, miracolosamente non sia giunto”. 1970-2014 “Inherent Vice” (Vizio di Forma) è un film del 2014 diretto da Paul Thomas Anderson. Lo scenario si apre in una Calfornia post “summer of love”(1970). Protagonista della pellicola è il detective Larry “Doc” Sportello aka Joaquin Phoenix. Doc è un hippy a tutti gli effetti, unico nel suo…

woodstock

Making Woodstock

Si diceva che in quel periodo una famiglia americana avesse in media due figli: uno in Vietnam, l’altro a Woodstock Tutto quello che non sai sul Festival più celebre della Storia East Cost, Summer of Love Tutti almeno una volta nella vita l’ hanno sentito nominare. Si srotolava la fine degli anni ’60 quell’estate, nello Stato di New York. Il clima era torrido, l’aria pesante. Alla TV il notiziario annunciava i disastri che si stavano consumando in quell’area remota del Sud-Est asiatico. Ogni settimana, centinaia di bare avvolte nella bandiera a stelle e strisce tornavano alla patria. Si diceva che in quel periodo una famiglia americana avesse in media due figli: uno…

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Il Laureato

“The Graduate” è a tutti gli effetti un manifesto generazionale e svela  il segreto del fallimento della generazione “più promettente” che abbia mai solcato il secolo scorso “Hello darkness my old friend” (Ciao oscurità, mia vecchia amica) The Sound of Silence, Simon and Gurfunkel, 1965   Hello darkness my old friend al pari di Quel ramo del lago di Como è uno di quegl’incipit che si ricordano per tutta la vita e poco importa se stiamo parlando del Manzoni o di Simon and Gurfunkel. L’effetto è il medesimo. Mike Nichols, celebre per aver trasposto sul grande schermo il dramma teatrale “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, donandoci due indimenticabili Richard Burton…