Punk is not dead


Search and Destroy


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Siamo alla fine del giro di boa.

Gli anni sessanta sono passati e la rivoluzione è finita.

L’ L.S.D. è diventato illegale e l’eroina infuria.

Un’epoca volge al termine e lì dove prima regnavano pace e amore, si inietta forte un sentimento di rabbia e di rancore. Il mondo smette di essere bello, la città inghiotte, l’uomo diventa un’individuo che annaspa nel mare urbano.

Non c’è più futuro. Che cosa è successo?

Da New York a Londra il Punk come un fuoco, divampa. Dopo un primo assaggio avuto alla fine degli anni sessanta grazie a band come i The Who, i Velvet Underground e i New York Dolls, che possiamo considerare come una specie di protogenitori della corrente e i primi anni settanta con gli Stooges di Iggy Pop, sarà soltanto il ’77 a portare il fenomeno al suo massimo apice.

Siamo a New York in un quartire che si chiama Bowery; si trova nell’East Side di Manhattan. Se ora Bowery è diventato un luogo esclusivo abitato per lo più da artisti e permeato da grandi loft che ospitano anche laboratori e gallerie d’arte, all’epoca era poco più di una latrina a cielo aperto  frequentato da gentaglia di dubbia fama, nullafacenti e aspiranti musicisti. Nel 1973 un certo Hilly Cristal pensò di aprire un locale, con l’ambizione di ospitare le band emergenti del circuito underground dell’epoca.

Violent Femmes

E il locale era esattamente come il quartiere che l’ospitava: una latrina col soffitto. Eppure diventò il punto di riferimento della scena musicale newyorkese e lo rimase per molti anni, fino al 2006. Stiamo parlando del celeberrimo CBGB. Da qui sono passati tutti quanti. O meglio, è qui che  hanno iniziato tutti quanti. Dai Ramones ai Talking Heads, ai Blondie, a Patti Smith, ai Police, ai Beastie Boys, ai Misfits, ai Television, ai B-52’s, ai Dead Boys, ai Violent Femme, agli Heartbreakers, agli Agnostic Front, ai Suicide, ai Dictators e ci fermiamo qui perché la lista è infinita.

Dead Boys

Lo stile Punk si differenzia dai virtuisismi e dalle complicazioni stilistiche sonore delle maggiori band che hanno influenzato il decennio precedente e riducendo all’osso la tecnica, gli accordi diventano duri, martellanti e molto semplici. Il Punk, così scarno e maleducato, fastidioso perché rabbioso, diventa di fatto un movimento di massa contro-culturale alla stregua di quello degli hippies.

E quando uno stile diventa un movimento, dagli Stati Uniti passa l’oceano e approda sulle coste dell’Inghilterra, la terra dove il Punk troverà la sua vera identità e massima espressione. Titolari di questa nuova ondata artistica saranno gruppi come i Clash, i Sex Pistols, i Damned e i Jam, che consegneranno alla storia quattro album fondamentali per “capire” il sentimento di questa Londra proletaria che si oppone alla cultura di massa borghese.

Television at CBGB’s in New York City on February 26,1977

Cambia anche l’abbigliamento e se quello dei figli dei fiori era colorato e morbido, questo diventa massima rappresentanza della ribellione a qualsiasi forma di autorità possibile. Vestiti logori tenuti insieme da spille da balia, giacche di pelle, collant rotti e minigonne in latex indicano una volontà di distruzione permeata da puro nichilismo. Nascono anche i primi squatter; i punk  diventano un pò anarchici e un pò fascisti tanto da dar origine al movimento Skinhead.

Damned

Malcom Maclaren e Vivienne Westwood cavalcheranno l’ondata e ispirandosi al look dei Ramones e dei Television (nella persona di Richard Hell), apriranno un negozio di moda che diventerà il punto di riferimento della gioventù londinese. A contribuire alla fama del “Sex” sarà anche una band per la quale Maclaren faceva da manager: i Sex Pistols, i quali raggiungeranno il loro massimo successo sfornando il singolo “Anarchy in the U.K.”.


Ascolta

Friction, Television, Marquee Moon, 1977

Dead Boys, I need a lunch, Young Loud and Snotty, 1977

Love Song, Damned live from Top of the Pops, 1979

Add it up, Violent Femmes dall’album omonimo, 1983

 


Guarda

Sid and Nancy, Alex Cox, 1986

 

 

 


 

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