La Psichedelia

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Psichedelia, dal greco “psykhé” (ψυχή) ovvero anima e “dêlos” (δῆλος), cioè manifesto, (mostrare, rivelare l’anima), indica le conseguenze derivate dall’espansione di coscienza dovuto all’utilizzo della sostanza psicoattiva, L.S.D.

La musica Psichedelica

girlE’ molto difficile tradurre in parole il concetto di psichedelia.

Iniziamo pure col dire che intanto non è neanche un concetto, quanto piuttosto, una condizione mentale, o meglio, è la condizione mentale e dell’anima, che ha caratterizzato metà del decennio degli anni sessanta.

Psichedelia, sostantivo derivato dal greco “psykhé”, ovvero anima e “dêlos”, cioè rivelare, (mostrare, rivelare l’anima), indica le conseguenze derivate dall’espansione di coscienza dovuto all’utilizzo della sostanza psicoattiva, L.S.D..

Humphry Osmond (psichiatra inglese) conio’ questo termine nel 1957 a seguito dell’assunzione della suddetta, sotto la cui ispirazione compose una poesia. Sosteneva che la sostanza fosse in grado di riproporre i sintomi della schizofrenia sul cervello umano:

Humphry Osmond

Humphry Osmond

“gli schizofrenici sono soli perché non possono far conoscere ai loro compagni cosa gli sta succedendo e quindi vengono isolati. Sono convinto che l’LSD-25, usata come psico-mimetico, ci permetta di studiare questi problemi comunicativi dall’interno e sviluppare nuove teorie sul funzionamento della nostra psiche”.

Oltretutto, pensava che attraverso l’amplificazione sensoriale si potessero produrre nuovi standard di relazione, un diverso modo di percepire il reale e di conseguenza, di esprimerlo attraverso le forme d’arte e pertanto, si rendeva necessario l’utilizzo di una parola nuova atta a definirne il meccanismo. Dunque, lo psichiatra si mise in contatto con lo scrittore americano Aldous Huxley cui, sottoposto all’acido, scrisse una comunicazione in cui presentava all’amico  l’espressione “phanerothyme”, (dal greco “mostrare” e “spirito”). Il termine ebbe effetto su Hosmond, tanto, che lo indusse ad inventare il termine “psychedelic”.

Aldous Huxley

Aldous Huxley

La psichedelia è una faccenda complessa che abbraccia socialmente e politicamente il fenomeno della contro-cultura americana da cui derivano i movimenti hippy e pacifisti, ed influenzò effettivamente (come si augurò Hosmond) tutte le espressioni artistiche nate in quel periodo: la musica, la letteratura, la pittura, la cinematografia, la moda e lo stile, offrendo per la prima volta al mondo, un’alternativa al normale modo di vivere e di intendere la vita.

Originariamente, L’ L.S.D. fu scoperta nel 1938 dal chimico svizzero Albert Hoffmann mentre stava compiendo, per conto dell’azienda farmaceutica Sandoz, degli esperimenti sull’acido lisergico estratto dall’ Ergot, un fungo parassita della segale cornuta.  Ma i suoi effetti psichedelici sono stati testati soltanto cinque anni più tardi al seguito dell’esposizione accidentale alla sostanza da parte di Hoffmann, il quale dopo, iniziò a compiere volontariamente degli esperimenti su di se.

Albert Hofmann

Albert Hofmann

In seguito fu introdotta in ambito psichiatrico come cura dell’alcolismo e soltanto diversi anni più tardi  se ne scoprirono tutti gli effetti collaterali e le sue contro-indicazioni che provocarono negli assuntori abituali, delle vere e proprie forme di psicosi irreversibile.

La musica pischedelica è pertanto prodotta sotto l’effetto di questa sostanza ed è riuscita benissimo a tradurre gli stati che l’acido lisergico provoca sulla mente umana, nonché sullo spirito.

Il sound psichedelico nasce nel 1965 nella californiana San Francisco, tra l’acid-rock degl’illustrissimi Grateful Dead e il folk-rock dei venerabili Jefferson Airplane. Il movimento hippy prende vita proprio qui. Contemporaneamente, a Los Angeles nascono i Doors (cui devono il nome a una poesia di William Blake,  usata anche da Aldous Huxley  per intitolare la sua opera “Le porte della Percezione”, con cui spiega l’esperienza lisergica prodotta dall’acido.). I Doors riuscirono a coniugare la “canzone brechtiana con il blues-rock” e attraverso espressioni miste tra viaggio sciamanico e teatralità ad opera del loro leader Jim Morrison, trasformarono performance in vere e proprie esperienze liturgiche.

Grateful Dead

Grateful Dead

Aprirò invece un capitolo a parte per un’altra band che musicalmente potremmo annoverare nel genere: i Velvet Underground. Considerandone la collocazione geografica (American East Coast) e la sostanza primaria che fu cardine della loro fonte inspiratrice (l’eroina) differiscono per molti versi dall’esperienza puramente lisergica (benché ne facessero uso). In molti si ostinano a definirli psichedelici, ma questo è vero solo in parte. Insomma, davvero I Velvet Underground vi sembrano degli hippies?

Velvet Underground

Velvet Underground

In Europa il fenomeno troverà espressione nel volto della celebre band britannica Pink Floyd. A Syd Barrett, compositore, paroliere e leader della band, si deve il sound psichedelico del gruppo (triennio di grazia 1965-1968).Estromesso dai Pink Floyd  causa le sue precarie condizioni di salute psicologica aggravate dall’uso smodato di L.S.D., sfornerà due album da solista prima di precipitare per sempre nell’inferno (o nel paradiso) della sua psykhé e della sua mente. Se Syd si sia perso (o trovat0), non c’è dato di saperlo.
La vicenda di Barrett  influenzerà in modo massiccio le successive produzioni dei Pink Floyd, in particolare The Dark Side of The Moon, Wish You Were Here e The Wall.

Jefferson Airplane

Jefferson Airplane

Lo stesso anno l’americano Jimi Hendrix, che come chiarito nell’articolo a lui dedicato, musicalmente nasceva in Inghilterra, contribuirà in maniera esponenziale alla divulgazione del genere attraverso il suo blues-rock. Certo, bisogna ammettere, che Jimi Hendrix andava persino “oltre” la contro-cultura (anche se ne divenne un’icona) e quindi bisognerebbe aprire un capitolo a parte persino su di lui.
Qui si entra nella filosofia e non me ne vogliate, ma non se ne può fare a meno.
Jimi divenne suo malgrado emblema della contro-cultura. Faceva oggettivamente della psichedelia, ma era una psichedelia tutta sua, nata a cavallo fra due mondi (Inghilterra e Stati Uniti) o forse anche tre o quattro…..

Pink Floyd

Pink Floyd

Per la farla breve, quando si parla di questo argomento, non si può fare a meno di citare Jimi e i Velvet, tuttavia, per le sopracitate ragioni, non possono essere propriamente eletti a rappresentanza del genere  anche se può sembrare un paradosso. E se vogliamo dirla tutta, anche gli stessi Doors presentano moltissime sfaccettature (e le affronteremo).

Storicamente, gli anni di grazia della psichedelia vanno prettamente dal 1965 al 1967. E se vogliamo proprio sbilanciarci, a mio parere, differentemente da quanti lo propongano come tale, Sgt. Peppers dei Beatles (1967) non è un album psichedelico, o meglio, non quel tipo di psichedelia di cui stiamo parlando, malgrado molti  non ne facciano una differenza.
I Beatles sono un’altra cosa ancora e certo, Sgt. Peppers è senz’altro il loro lavoro più influenzato dal genere (e dalla sostanza), ma sonoramente, siamo molto, molto più sul pop.

Tornando in Inghilterra, la fine del decennio vedrà la volta dei Cream (che riusciranno ad essere più psichedelici dei Beatles malgrado sia già il tardo ’69).

Cream

Cream

Considerandone anche la collocazione geografica, il suono inglese e più specificatamente, il suono dei Pink Floyd, differisce naturalmente da quello californiano presentando una natura “marcatamente intimista, privata e maggiormente volta verso l’interno, simboleggiata anche, dal tipo d’atteggiamento della band”, più sobrio e professionale nei confronti del mestiere e che avrebbe contribuito a radicarli nei decenni, per oltre cinquant’anni.

Il denominatore comune dei due tipi di sound sta nelle lunghissime sezioni strumentali, nell’uso delle distorsioni, delle dissonanze, dei feedback, dei riverberi e delle suggestioni di cui i pezzi si sono arricchiti e che contribuiscono a creare un’ atmosfera che è talvolta onirica, evocativa e ipnotica, talvolta martellante, compulsiva, stridente e ossessionante, se non addirittura, tutte e due le cose assieme.

Spesso si tratta di vere e proprie improvvisazioni che prendono vita tanto sul palco quanto nelle sale d’incisione. I brani sono dei viaggi astrattivi in cui l’esecutore e l’ascoltatore vengono traghettati oltre il confine del conscio, dove le percezioni alterate e spinte al massimo livello ricettivo  conducono dentro l’allucinazione in cui il suono diventa veicolo che conduce nella catarsi finale.

La psichedelia è musica intuitiva e sperimentale  che trova il suo debutto nel 1967 al Monterey Pop Festival, diventando così di larga divulgazione e perdendo quindi tutti i connotati empirici che l’avevano caratterizzata e che furono sostituiti da quelli più tipicamente commerciali.

Syd Barrett

Syd Barrett

La riproduzione in musica dei propri stati alterati di coscienza è stata spinta oltre ogni limite e ha influenzato l’ideologia di un’intera generazione, la quale, sovrastata dall’approccio occidentale alla sostanza psicoattiva (che ha reso peraltro possibile l’uso disinvolto di un altro tipo di sostanza, ovvero l’eroina), ha finito per pagarne un prezzo irreversibile. Dai quei viaggi  qualcuno non è più tornato. E dove sia rimasto è impossibile dirlo. Probabilmente in un posto nel mondo fuori dal mondo e se ci stia bene o male, questo a noi non è dato saperlo. Però David Gilmour (Pink Floyd) probabilmente s’è fatto un’idea e noi ne parleremo più avanti.

Il patrimonio che questi grandi artisti ci hanno lasciato, perché di patrimonio si tratta, è di un livello tale da poter fare conservare cara la pelle senza tuttavia dover rinunciare all’esperienza del viaggio; non solo hanno prodotto musica di eccellente qualità, ma hanno fornito la possibilità di esplorare quei mondi, fornendo le chiavi per aprire quelle porte…. con la certezza del biglietto di ritorno.


Ascolta

“Plastic Fantastic Lover” two years after, live in Woodstock, 1969

“Viola Lee Blues”, Grateful Dead, The Grateful Dead, 1967

and…”Viola Lee Blues”, one years after, live to Haight Street
San Francisco, 1968 (just for braves)


Guarda

“Interstellar Overdrive”, Pink Floyd (original formation)
The Piper at the Gates of Dawn, 1967

from Promotional Trailer for:

“Tonight Let’s All Make Love in London”, Peter Whitehead
documentary, 1967


Bibliografia:

Da Woodie Guthrie a Woodstock, Marco Dallabella, Kipple Officina Libraria

La Psichedelia
http://www.storiadellamusica.it/capitoli/la_psichedelia/pagina-1.html

L’espansione di Coscienza
http://www.scaruffi.com/vol2/cpt4.html

La Psichedelia e i Pink Floyd, by Lidia Fassio
http://www.astrologiainlinea.it/Astro_Magazine/Articoli/astromagazine_dett_articolo.asp?ID=237

La poesia che inventò la psichedelia: Humphry Osmond, by Amedeo Policante
http://www.finzionimagazine.it/libri/reading-on-drugs/la-poesia-che-invento-la-psichedelia-humphry-osmond/

Albert Hofmann
https://www.erowid.org/culture/characters/hofmann_albert/

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