La British Invasion

beatles flag

“I Beatles sono riusciti nella missione che fallirono i soldati inglesi durante la rivoluzione americana: riconquistare la colonia”

Them

Them

Sono queste le parole con cui si esprime senza mezzi termini un rotocalco della televisione britannica durante gli anni sessanta, ma facciamo un passo indietro andando un attimo in  avanti.

Nel 2003 Fernanda Pivano  sintetizzò la cosa in modo emblematico dicendo: “L’Italia ha avuto la lirica, da cui derivano i cantautori, i nostri amatissimi cantautori. L’America… ehhhh.  L’America ha avuto il Rock”.

E’ così e mettiamoci pure l’anima in pace. Il Rock è di matrice americana e viene alla luce all’inizio degli anni cinquanta. Oltretutto, le lingue anglofone possiedono una musicalità unica che ben s’addice  a questo preciso genere.

The Zombies

The Zombies

Per  comunanza di ceppo linguistico e per linea diretta di sangue, gli inglesi subirono naturalmente il fascino di quel tipo di musica che arrivava d’oltre manica e che era prodotta dai loro “lontani cugini”. Cominciarono per cui ad emularla e ad amalgamarla con la loro tradizione nazionale musicale e carpendone i segreti acquisirono una padronanza tale che concederà loro di superare il maestro di cui erano allievi.

L’Invasione Britannica sul suolo americano comincia, abbiamo detto, nel 1964 e comincia con i Beatles.  I Beatles erano stati influenzati dal Rock di Elvis Presley (che data proprio la sua natura commerciale  rispetto al sound originale degli arbori ha concesso al “genere” d’esser sdoganato oltre oceano permettendone la conoscenza su scala mondiale), ma prima ancora dei Beatles, Lennon aveva fondato negli anni della sua adolescenza una skiffle-band (genere di matrice americana che trae origine da una miscela di blues, jazz e country).

The Kinks

The Kinks

In generale,  i gruppi che facevano musica in quel periodo a Liverpool avevano combinato una “pozione” che comprendeva lo skiffle, il rock ‘n’ roll, lo swing e il doo-wop (nati tutti nel Nuovo Continente). Questo sound concepito in terra Britannica si chiamava “Beat” (o più correttamente, “Merseybeat”) ed è a questo tipo di suono che si riferiscono i Beatles.

Altri inglesi invece avrebbero unito il Blues e il Rock’n’Roll da cui sarebbero nate band come i Rolling Stones, The Animals (il quale bassista, Chad Chandler, sarebbe diventato manager di Jimi Hendrix) e i Cream. Di matrice Beat, ma più caotici e disordinati, sono anche i favolosi The Kinks.

The Who

The Who

La British Invasion si divide principalmente in due periodi. Il primo è quello che si sviluppa immediatamente dopo l’avvento dei Beatles e che si dilata fino a tutto il 1966; nascono band come The Kinks, The Rolling Stones, The Animals, i Them di Van Morrison e gli Yardbirds (famosi soprattutto per aver “ospitato tra le loro fila”, chitarristi come Eric Clapton, futuro “Cream”, Jeff Beck, futuro Jeff Beck  e Jimmy Page, futuro “Led Zeppelin”).

La seconda ondata  si sviluppa sul finire degli anni sessanta permettendo a gruppi come i favolosi Cream, i favolosi The Who, The Zombies e i Pink Floyd di distinguersi su scala mondiale.

Dopo l’Invasion, gli anni settanta

The Yardbirds with Jeff Beck

The Yardbirds with Jeff Beck

Dal Blues e dal Rock’n’Roll si evolverà il genere “Hard Rock”, che proporrà band come i Deep Purple, i Led Zeppelin e i Black Sabbath, considerati ad oggi, assieme ai The Who, pionieri  dell’ heavy metal e da cui poi avrebbero tratto ispirazione negli anni a seguire gli Iron Maiden.

Dalle “ceneri” del rock psichedelico britannico di cui i Pink Floyd sono bandiera si genererà il Progressive Rock  che avrebbe dato i natali a band come i King Crimson.

Di derivazione Rock sarebbe stato anche il Glam che in primis avrebbe trovato il volto nell’inglese David Bowie (ma non solo).

Television con RH

Television with Richard Hell, 1973-1975

Nel 1977 arriveranno i Sex Pistols e i Clash e con loro, il Punk (i cui primi segni erano già ben visibili a New York nel 1974 attraverso gruppi come i Ramones, i Television (fortemente inspirati dalle visioni urbane dei Velvet Underground), gli Heartbreakers di Johnny Thunders e Richard Hell (ex- Television).

Anzi, pare proprio che sia Richard Hell ad inventare quel tipico “look punk fatto di borchie, magliette strappate, catene e chiome ispide”a cui Malcolm McLaren avrebbe attinto a piene mani per realizzare lo stile dei Sex Pistols.

richard hell

Richard Hell in 1976

E’ incredibile pensare come certe band americane (di cui parleremo) abbiamo dovuto trovare la fama sul territorio britannico prima d’esser consacrate in patria, se consideriamo soprattutto che saranno proprio queste ad influenzare quei gruppi d’oltre manica che diventeranno grandi negli Stati Uniti. Le due cose si auto-alimentano e sono indissolubilmente legate.

“La British Invasion segna definitivamente l’appropriazione inglese di uno dei principali prodotti della cultura statunitense.
Da allora l’evoluzione del rock seguirà le direttrici britanniche”.

n.d.r. Le Band riferite alla British Invasion sono le principali. Apriremo più avanti dei capitoli per tutti i generi qui trattati e per alcune delle band citate, Post-Punk e anni ottanta  compresi. 


Ascolta

“My Generation”, The Who, My Generation, 1965 (mix)

“Gloria”, Them,  1964

“She is not There”, The Zombies, The Zombies, 1965

“You Really got Me”, The Kinks, Kinks, 1964

“House of the Rising Sun”, The Animals, live, 1964

“For Your Love”, The Yardbirds, 1965, (with Jeff Beck)


Bibliografia:

“Beatles fifty fabulous years”, documentario
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7d63a077-bb60-4b9f-a608-264f38711edb.html

Beatlesmania e British Invasion, by Davide Esposito
http://www.lacooltura.com/2015/04/beatlemania-british-invasion/

Fernanda Pivano Intervista Inedita, by Luca Centoni e Michela Caroti
https://www.youtube.com/watch?v=fETyEmtwNrg

Il Beat, by Piero Scaruffi
http://www.scaruffi.com/vol1/cpt7.html

La British Invasion
http://www.storiadellamusica.it/capitoli/la_british_invasion/pagina-4.html

Punk! by Federico Guglielmi, Giunti editore

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