Inherent Vice – Vizio di Forma

Era possibile che ad ogni raduno, concerto, manifestazione pacifista, love-in, be-in, freack-in, qui, sul al Nord, nella Costa Est, ovunque, delle forze oscure fossero state indaffarate a ricondurre la musica, la resistenza al potere, il desiderio sessuale, nelle mani delle antiche forze dell’avidità e della paura? “Cavolo”, pensò Doc. Non lo so.


“…là, dove il fato corrotto dell’America, miracolosamente non sia giunto”.


1970-2014

title bww“Inherent Vice” (Vizio di Forma) è un film del 2014 diretto da Paul Thomas Anderson. Lo scenario si apre in una Calfornia post “summer of love”(1970).

Protagonista della pellicola è il detective Larry “Doc” Sportello aka Joaquin Phoenix.

Doc è un hippy a tutti gli effetti, unico nel suo genere per non aver mai ceduto alle lusinghe dell’eroina, consumatore abituale di marijuana, ha invece sperimentato alla grande l’ LSD.

Doc è un detective atipico, abita sulla spiaggia, cammina a piedi scalzi, ha amici che corteggiano le filosofie orientali, vive sdraiato sul divano o nel suo “ufficio” ed ha un approccio alla vita molto “lebowskiano”.

Larry "Doc" Sportello

Larry “Doc” Sportello

Suo malgrado si troverà coinvolto in una vicenda oscura che implicherà l’ex-fidanzata, l’uso speculativo dei terreni di Los Angeles da parte di controverse organizzazioni, storie di sostanze stupefacenti e della loro diffusione “politica”, spie e contro-spie infiltrate nei movimenti della contro-cultura, istituti psichiatrici e misteriosi omicidi. La storia si svela adagio pur mantenendo un ritmo molto alto, coinvolgendo e incuriosendo appieno lo spettatore.
Phoenix ritrae il personaggio di “Doc” Sportello in modo favoloso, lo rende irresistibile attribuendogli dei tratti di neo-realismo tali che finiscono per farci innamorare di quest’uomo buffo, inconcludente e perspicace, ricco di caratteristiche che sembrano scivolare con noncuranza tra vizi e virtù. Doc è un anti-eroe come lo era il “grande Lebowski” e come Lebowski è divertente, incredibilmente autentico, puro e privo della vanità degli uomini.

La voce narrante che ci accompagna nel film spiega benissimo l’oscuramento dovuto ai retro-scena delle azioni politiche e governative di quel tempo (si valuti bene la storia dell’allora in carica Presidente Nixon e del cane da guardia che finì per sbranarlo, John Edgar Hoover, direttore dell’F.B.I. dal 1935 al 1972).
Hoover fece dello spionaggio e del contro-spionaggio un’opera d’arte che divenne esempio per le istituzioni politiche mondiali in generale. Con lui nascono “gli infiltrati”, le microspie, le telecamere nascoste, i ricatti, le intercettazioni, i ruffiani, i nastri registrati “montati e smontati” secondo la necessità.

Joaquin-Phoenix-in-Inherent-Vice-slice seppiaSi occupa per quasi mezzo secolo di tutte le organizzazione considerate sovversive, dei personaggi in qualche modo visti come “pericolosi” per il sistema. Tra questi, abbiamo manciate di musicisti, attori, registi, uomini politici, letterati e privati cittadini.
Il metodo Hoover fu brillantemente utilizzato durante il mandato di Nixon e per questo, il presidente Nixon è considerato uno dei Presidenti più corrotti della storia degli Stati Uniti d’America.
Hoover lavorava per Nixon, lavorava per il governo, ma lavorava anche per suo conto. Nella sua rete finirono persino i Kennedy, uomini di stato che per primi provarono a fermare questo modo contorto di “fare le cose”.
Pedinati e sotto stretta sorveglianza anche l’ex-Beatles, John Lennon, Martin Luther King e Charlie Chaplin.

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Nixon e Hoover

Hoover divenne in breve tempo uno degli uomini più potenti e temuti al mondo per via di tutte le informazioni di cui era venuto in possesso, utilizzando mezzi che andavano ben oltre la legalità con la quale amava invece“vestirsi”, esibendo gli abiti degli Uffici Governativi.

E’ dunque questo il clima in cui si sviluppa la storia di “Inherent Vice”, clima che non viene spiegato in questi termini, ma di cui vari episodi nel film ne determinano magistralmente la portata.

 

 


“E’ una spia! Un informatore!”

“Allora perché sta strillando così
contro Nixon?”
“Ora che è apparso in TV ha acquistato un’ampia credibilità e la polizia lo può infiltrare in qualunque gruppo….”


thomas pynchon

Thomas Pynchon

Basato sul fortunato romanzo del 2009 di Thomas Pynchon, il film ne mantiene i connotati solo fino a un certo punto, pur non tradendo né la storia in sé né l’essenza dei personaggi.

Pynchon è uno scrittore americano molto particolare (classe del ’37).

Da sempre riluttante alle apparizione pubbliche, ha contribuito a creare una sorta di “mistero” su di sé ed è considerato uno dei maggiori scrittori contemporanei, “padre del post-modernismo”.

Laureato in fisica e ingegneria alla Corwell, ha frequentato durante gli anni del college un corso tenuto da Vladimir Nabokov, importante scrittore russo naturalizzato americano di cui l’opera più famosa resta “Lolita”.

Le storie di Pynchon diventano celebri per l’ambiguo “rapporto tra realtà e trasfigurazione fantastica” di cui lascia al lettore la completa facoltà di provare a scinderne la differenza.

“Un noir alla Raymond Chandler per le atmosfere più cupe, ma pirotecnico alla Hunther Thompson per le ambientazioni lisergiche. Protagonisti sono avvocati strafatti, grupies indecise se diventare ragazze o restare eterne adolescenti, bande di motociclisti ingaggiati dalla malavita e un poliziotto corrotto sempre al soldo dell’ultima illusione.

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Vlamidir Nabokov

Vizio di forma (titolo italiano incredibilmente uguale a una raccolta di Primo Levi di racconti fantabiologici straordinari ma purtroppo quasi sconosciuti) è un romanzo esilarante, potente, uscito dalla penna di uno scrittore che non ha remore nel demolire gli anni Settanta made in Usa, pur colorandoli di tutta la loro energia. È lo sguardo disincantato del poliziotto Doc Sportello a raccontarceli: attraverso i finestrini della sua auto scassatissima che va in pezzi come sembrano andare in pezzi i sogni di un mondo sempre vissuto all’ombra di Doris Day e incapace di reggere a una realtà perennemente a colori.”.


Paul Thomas Anderson

Paul Thomas Anderson

“Inherent Vice” mantiene una “forma” spassosissima e leggera, condita da indimenticabili gag tra Doc e il suo nemico-amico Tenente Bigfoot, episodi bizzarri, pensieri allucinanti e personaggi brillantemente interpretati per l’ottima regia di Anderson, “ragazzo” di quarantacinque anni di cui ricordiamo felicemente “Magnolia”,“Punch-Drunk-Love”(“Ubriaco d’Amore”), “Cigarettes & Coffee”, “There Will Be Blood” (“Il Petroliere”) e “Boogie Nights” (“L’Altra Hollywood”).
Anderson è uno dei miglior registi della sua generazione, tanto quanto Tarantino per esempio: amici ed entrambi cinefili, hanno “imparato” l’arte restando lontani dalle accademie.
“Inherent Vice” è, a mio avviso, la pellicola più degna di nota dell’anno 2014.


Ascolta (dalla soundtrack)

“Vitamin C”, CAN, Ege Bamyasi, 1972


Leggi

inherent vice

“Inherent Vice”, Thomas Pynchon  2009


Guarda

InherentVice

“Inherent Vice, P.T. Anderson, 2014


Bibliografia:

Vizio di Forma
http://www.imdb.com/title/tt1791528/

Paul Thomas Anderson
http://www.imdb.com/name/nm0000759/?ref_=tt_ov_dr

Thomas Pynchon V. come postmoderno, by Claudio Gorlier
http://www.lastampa.it/2013/04/29/cultura/come-postmoderno-AjyIae3FMpG4kDQPTMVbeK/pagina.html

Vladimir Nabokov
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=504&biografia=Vladimir+Nabokov

Chi è J. Edgar Hoover, by Paolo Flamigni
ww.lundici.it/2012/01/chi-e-il-vero-j-edgar-hoover/

Competition and the Early Works of Directors PT Anderson and Quentin Tarantino, by Greg Locke
http://www.zecatalist.com/extras/the-early-work-of-directors-pt-anderson-and-quentin-tarantino/

“Psycho Pynchon, follie e figli dei fiori, tutto il fascino dei perdenti”,
by Sandro Veronesi, La Repubblica, 4/11/2011
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/02/04/news/vizio_forma-12045026/

“Il lato meno oscuro di Thomas Pynchon”, by Gian Paolo Serino, Il Giornale, 30/01/2011
http://www.ilgiornale.it/news/lato-meno-oscuro-thomas-pynchon.html

“Real Time and Narrative Time in Inherent Vice”, by Tim Ware, ottobre 2009
http://inherent-vice.pynchonwiki.com/wiki/index.php?title=Real_Time_and_Narrative_Time_in_Inherent_Vice

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