Musica

I caratteri dei 4 Doors

Si è detto di tutto, ma c’è un fatto carino e poco noto che la dice lunghissima.Ora, che a una certa il vecchio Jim fosse diventato una mina vagante è risaputo, risapute le ragioni, le dinamiche, tutto quanto. Quello che invece si mette poco in luce e che a me è piaciuto talmente tanto dal volerlo illuminare, è come il gruppo reagisse al comportamento imprevedibile di Jim.  Intanto tra palco, privato e sala prove le difficoltà erano le stesse, ma con una variante cosi’ intuibile che non starò quindi ad indicare. La forza del live, l’imprevedibilita’, che era la miccia che aveva trasformato tanti concerti dei Doors in eventi leggendari…

The Beatles

I Beatles

Musicisti talentuosi o band largamente sopravvalutata? Che se ne dica, la British Invasion comincia con loro Inghilterra, 1962 Beatles o Rolling Stones? La questione ha diviso per anni cultori e appassionati di tutto il pianeta e se i fans li difendono a spada tratta, molti altri invece si riferiscono ai “Fab Four” (“fab” da “fabulous”), come alla band più sopravvalutata della storia. Che se ne dica, i Beatles, spartiacque tra il vecchio e il nuovo mondo, segnano di fatto un “passaggio d’epoca”. Con loro comincia l’era delle grandi esibizioni live, dei concerti “on the roads”, delle vendite in vinile da record, del business delle case discografiche e se vogliamo, delle future…

Suonala ancora, Keith!

Sul come Jimi Hendrix rubò la donna (e la chitarra) a Keith Richards ed uccise Eric Clapton Tra New York e Londra Quando Jimi Hendrix non era ancora Hendrix e si esibiva presso i Club del Greenwich Village, nel 1966, il marchio di fabbrica da fuori-classe che aveva tatuato in faccia stile Mike Tyson, non lo vedeva nessuno. Di quella sua maestria singolare ed inedita che non aveva precedenti e che dopo la sua morte, non avrebbe mai trovato eguali, si accorse solo Linda Keith. Linda Keith, borghese, ebrea-britannica, aspirante modella, assistente per Vogue e appena ventenne, al tempo, con la musica, ci spartiva giusto Keith Richards dei Rolling Stones. Ma è stata…

Lo studio matto e disperatissimo di Tim Buckley

Folk singer due spanne sopra Dylan, genio incompreso, pioniere, outsider di razza, sempre troppo avanti  sia per i tempi che per il pubblico Amo la tua voce e la tua folle danza, sento le tue parole e io conosco il tuo dolore (I love your voice and your dance insane, I hear your words and I know your pain) “Dream Brother”, Jeff Buckley, 1994 Dalla East alla West Coast (per dare un senso a quest’articolo, è fondamentale leggere prima “Jeff Buckley e la Stirpe dei Kurt Cobain” ) “Tim Buckley fu per la voce ciò che Jimi Henderix fu per la chitarra, John Coltrane per il sax e Cecil Taylor per il…

jeff buckely

Jeff Buckley e la stirpe dei Kurt Cobain

Jeff aveva sette anni quando sentì per la prima volta l’ignota voce di suo padre. Proveniva da un disco che sua madre stava suonando per lui quel pomeriggio Per ogni suono che viene dal trambusto vicino, è solo la brezza (From every sound along that rushes near, it’s just the breeze) “Chase the Blues Away”, Tim Buckley, 1969 1966-1997 Il racconto, intrinseco di rabbia e d’amarezza, ci arriva da un inedito Penn Badgley nel film “Greetings from Tim Buckley”, di Daniel Algrant. La pellicola si srotola senza incepparsi, riesce ad essere commovente e convincente pur nel suo linguaggio cinematografico e gli attori, Penn per Jeff e Ben Rosenfield per Tim, disegnano…

Janis Joplin

Una delle migliori interpreti bianche di blues di tutti i tempi,  travolse il mondo affermandosi su un palcoscenico che prima di allora era stato per soli uomini 1965-1995-2015 Era una di quelle mattine in cui avevo saltato la scuola per andare a giocare a biliardo. Avevo un progetto preciso: sulle orme de “Lo Spaccone” di Robert Rossen, volevo diventare “Nina La Svelta”. Mi mancavano solo gli occhi azzurri di Paul Newman, ma potevo rimediare con le lenti a contatto usa e getta della Johnson. Passare il gessetto sulla punta della stecca era un’eucarestia. Avevo stabilito che avrei anche cominciato coi sigari. Non che Eddy Felson ne facesse uso, ma per me, stecca e…